Alla base della salute c'è il riposo. Il sonno aiuta il corpo e il cervello a funzionare adeguatamente. Un buon riposo notturno può migliorare l'apprendimento, la memoria, la capacità decisionale e persino la creatività.

Inoltre, dormire a sufficienza è collegato ad un minor rischio di malattie cardiache, diabete, ictus e obesità.

Ormai tutte le prove scientifiche portano alla conclusione che dormire bene contribuisca alla salute di mente e corpo, eppure la metà delle persone passa a letto meno delle sette-nove ore di sonno consigliate agli adulti, come riporta un articolo recente sul sito dell'Università americana di Harvard, che sintetizza i risultati di una serie di studi. Le notti insonni e la stanchezza durante il giorno non dovrebbero essere sopportate come un caso del destino, una fatalità: nella maggioranza dei casi esiste un rimedio, dagli integratori alla terapia cognitivo-comportamentale dell'insonnia, fino ai farmaci.

Consigli, curiosità e falsi miti da smontare:

1. Certe persone stanno benissimo pur dormendo poco

Vero. A discostarsi dagli standard ci sono i brevi dormitori, cui bastano 5/6 ore di sonno. Non c'è modo per il singolo individuo di eseguire un'analisi e stabilire se dormire poco lo faccia incorrere in qualche problema, ne si può concludere che dormire 8/9 ore migliora la salute. Gli studi detti osservazionali, basati sui sondaggi, non indicano una relazione di causa-effetto ma una possibilità. L'importante è capire le proprie esigenze: si dovrebbe avere la sensazione al mattino di svegliarsi da un sonno ristoratore e non avvertire stanchezza psico-fisica durante il giorno.

2. L'insonnia colpisce in egual misura uomini e donne

Falso. Le difficoltà nel riposo sono intanto legate a due problematiche più frequenti nel sesso femminile: i disturbi d'ansia, che rendono difficile l'addormentamento, e la depressione, che può indurre risveglio precoce. Inoltre dopo i 45 anni capita che le donne inizino ad avere notti insonni o travagliate a causa dei cambiamenti ormonali dovuti a premenopausa e menopausa.

3. Il riposo notturno inibisce l'ormone dello stress

Vero. Il sonno spegne la produzione di cortisolo, che di giorno agisce sul sistema neurovegetativo simpatico aumentando lo stato d'allerta, la frequenza cardiaca e la pressione. Lo stress comporta un'iperproduzione di cortisolo che rende il corpo eccitato, vigile e sveglio.

4. È normale che un adolescente vada a dormire a mezzanotte

Falso. È stato calcolato che i bambini e gli adolescenti di oggi dormono quasi un'ora e mezzo in meno rispetto ai coetanei di un secolo fa. E gli effetti della carenza di sonno sono stati dimostrati: dall'irritabilità alla difficoltà di apprendimento. Il sonno serve anche a consolidare la memoria. Il bisogno di sonno è in media di 10 ore dai 4 ai 10 anni, di 8-10 ore dagli 11 ai 18.

5. Più fame quando si dorme poco

Vero. Secondo i ricercatori del King's College di Londra, dopo una notte con poco sonno, al di sotto delle sei ore, si assumono a tavola 385 chilocalorie in più. Dipende dal bioritmo. Quando gli occhi si chiusono, viene silenziato il gene che fa produrre la grelina, l'ormone che induce appetito, mentre avviene il rilascio di leptina, che dà il senso di sazietà. È grazie a questo meccanismo che non ci si sveglia nel cuore della notte per mangiare. Se però il sonno è breve, va in circolo una quantità maggiore di ormone della fame, il che spiega perchè perdere ore di riposo si colleghi alla tendenza a mangiare di più.

6. Il sonno ripulisce il cervello

Vero. Le reazioni biochimiche che avvengono nel cervello durante il giorno, producono quasi 10 grammi di proteine che si trasformino in materiale di rifiuto. Lo smaltimento delle scorie avviene nel sonno: non solo garantisce l'efficienza cognitiva, ma previene addirittura le malattie neurodegenerative, le demenze. Si è scoperto che di notte viene eliminata la proteina beta-amiloide, il cui accumulo è correlato allo sviluppo dell'Alzheimer.